Norcia

“NORCIA offre ai visitatori un’ampia, variegata e quanto mai interessante serie di opportunità di fruizione del territorio e di vivere una vacanza “attiva”, immersa in luoghi incantevoli, dove arte, natura e storia sono legati in un indissolubile abbraccio…

Per chi vuole riscoprire sapori e saperi custoditi gelosamente e tramandati immutati alle nuove generazioni, che fanno del nostro territorio uno scrigno prezioso di valori a disposizione di chi sa apprezzarli e goderne con rispetto…

Per chi desidera che i profumi intensi di una Terra Antica restino per sempre scolpiti nella mente…”

Il progetto “Ottimizzazione del sistema di accoglienza del Comune di Norcia” – realizzazione del Centro Visita “Antichi Mestieri” nasce con il preciso intento di soddisfare la sempre crescente domanda di servizi formativi ed informativi dei visitatori con l’obiettivo di avvicinare il turista agli straordinari valori naturalistici, storici e culturali del territorio di Norcia e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, garantendo la formazione e le informazioni indispensabili per una corretta ed adeguata fruizione dell’area protetta anche attraverso attività di interpretazione ed educazione ambientale, nonché di animazione socio-economica.

Il Centro Visita di Norcia collocato nel  Centro di Commercializzazione dei Prodotti Tipici, in Via Solferino ha come tema chiave  quello delle produzioni tipiche e degli antichi mestieri, in armonia con l’adiacente Ecomuseo del Norcino del CEDRAV (Centro per la documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina e nella dorsale Appenninica Umbra).

Norcia, per le sue suggestive bellezze ambientali, rientra nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, istituito nel 1993 tra l’Umbria e le Marche.

La sua piazza circolare è fulcro politico, religioso, economico ed artistico. Vi si affacciano la fronte gotica della basilica di San Benedetto, la cattedrale di Santa Maria Argentea, la rocca quadrilatera della la Castellina disegnata con mura a sghembo nei torrioni angolari da ser Jacopo Barozzi detto il Vignola e il palazzo comunale. Al centro, da oltre un secolo, è stata posta la statua di marmo di San Benedetto, patrono principale d’Europa. Il disegno della città è a cuore con la punta a mezzogiorno. Ed è tutta racchiusa dalle antiche mura, in un largo pianoro verde, circondato dai monti e costellato da ciò che resta degli antichi ‘castelli’ e ‘ville’, ventitrè frazioni ricche di storia, arte, leggende e bellezze naturali.

Norcia è una città di scambi commerciali che ha radici nell’esperienza e nel patrimonio che fu delle medievali corporazioni di arti e mestieri. Negli statuti del 1526 tra le altre, vengono ricordate l’arte dei mercanti, dei muratori, degli orefici, dei macellai e dello scòtano.

La città vanta anche una antica tradizione gastronomica: l’arte della norcineria ossia della lavorazione di carni di maiale. Molti,  emigrando stagionalmente verso Roma o altre città del Lazio e della Toscana, svolgevano questa attività che ancora oggi è nota con il nome di “norcineria” ed è uno dei tematismi presenti nell’Ecomuseo della dorsale appenninica umbra che può essere approfondito nei locali attigui dedicati dal CEDRAV proprio alla figura del norcino, l’artefice dei prosciutti, delle spallette, delle coppe, insomma di tutti quei prodotti che si ricavano dal corpo del maiale. Il mestiere del norcino, secondo una tradizone orale, affonda le sue radici al tempo della dinastia dei Flavi che destinò le vaste proprietà terriere del nursino, luogo natale di Vespasia Polla madre dell’imperatore Vespasiano, all’allevamento dei suini, affidandone la cura agli ebrei deportati da Tito dopo la conquista di Gerusalemme nel 70 d. C.. L’impedimento religioso a nutrirsi di questi animali rendeva gli ebrei fidati custodi dei maiali.

Fino a pochi anni fa a Norcia lavoravano nelle botteghe artigiane disseminate nei quartieri cittadini falegnami, ramai, arrotini, impagliasedie, facocchi, maniscalchi, lanai, materassai e ‘bastai’ abili nell’approntare basti per asini e muli, in legno e in pelle, nonché selle per cavalli. C’erano anche mugnai e molinari oltre all’attività della tessitura. Diffusi nel territorio montano erano invece i mestieri del pastore, del casaro e del mularo, tipiche attività di un’economia silvo pastorale. Tra la vasta gamma dei mestieri praticati nel territorio di Norcia ne sono stati scelti sette, alcuni dei quali già evidenziati da uno studio del CEDRAV del 2001 non solo per la rilevanza storicamente acquisita ma anche per le possibili prospettive di rilancio.

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